Il CNSAS

Una storia che parte da lontano, di uomini e montagna. Oggi una realtà d’eccellenza, dove addestramento e specializzazione formano Tecnici preparati al meglio per fronteggiare l’emergenza in ambiente impervio e ostile

I compiti del CNSAS

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) è una Sezione nazionale del Club alpino italiano (CAI) dotata di ampia autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale anche ai sensi dell’art. 6, comma 6 del D.Lgs 29 ottobre 1999, n. 419.
Il CNSAS è incaricato di svolgere ed attuare un pubblico servizio ed un servizio di pubblica utilità, perseguendo finalità di solidarietà sociale con l’obiettivo primario di garantire il soccorso sanitario, il soccorso tecnico e le attività di protezione civile così come espressamente previsto dalla vigente legislazione di riferimento.
Scopi del CNSAS sono, infatti, il perseguimento delle finalità di seguito indicate ed in particolare:

a) effettuare gli interventi di ricerca e soccorso, recupero e trasporto sanitario e non sanitario degli infortunati, dei pericolanti e dei soggetti in imminente pericolo di vita, nonché di quelli a rischio evolutivo sanitario, dei dispersi e degli scomparsi, il recupero e il trasporto dei caduti in ambiente montano, ipogeo e in ogni altro ambiente impervio del territorio nazionale, in stretta collaborazione con il Sistema di emergenza-urgenza sanitaria delle Regioni e delle Province autonome per le quali lo stesso CNSAS rappresenta “riferimento esclusivo” per l’attuazione del soccorso sanitario ai sensi dell’art. 2, comma 2 della Legge 21 marzo 2001, n. 74;

b) effettuare, quale struttura nazionale del Servizio nazionale della protezione civile, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1, gli interventi di ricerca, soccorso, recupero e trasporto in caso di emergenze o calamità nell’ambito delle proprie competenze istituzionali e degli obblighi di legge previsti, nonché coadiuvare il Servizio stesso nella tutela dei beni artistici e culturali;

c) informare, formare, addestrare e aggiornare il socio nell’ambito delle normative vigenti in materia, degli indirizzi e delle direttive impartite dall’Assemblea nazionale, dalla Direzione nazionale e dalle Scuole nazionali del CNSAS;

d) curare, per quanto di competenza, la formazione, l’aggiornamento e la verifica del personale del Servizio sanitario nazionale secondo quanto disposto dalla Legge 21 marzo 2001, n. 74;

e) attuare la prevenzione e la vigilanza degli infortuni nell’esercizio delle attività alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche e degli sport di montagna, delle attività speleologiche e di ogni altra attività connessa alla frequentazione a scopo turistico, sportivo, ricreativo e culturale, ivi comprese le attività professionali, svolte in ambiente montano, ipogeo e in ambienti ostili e impervi del territorio nazionale;

f) creare, implementare, sviluppare tecniche e tecnologie, materiali ed attrezzature, dispostivi di vario genere e natura espressamente rivolti a potenziare ed ottimizzare la propria attività;

g) collaborare con gli Enti e le Amministrazioni dello Stato, con Enti nazionali e locali, con soggetti pubblici e privati, per il raggiungimento delle finalità d’istituto di cui ai punti precedenti, anche attraverso la stipula di contratti, convenzioni, protocolli e atti di indirizzo;

h) aderire o associarsi ad associazioni, fondazioni, organismi nazionali e internazionali che non siano in contrasto con le finalità di cui ai punti precedenti e che non ne limitino l’autonomia.

Il CNSAS, direttamente o per tramite dei Servizi regionali e provinciali, attua quanto previsto nei punti precedenti attraverso l’ottemperanza a specifiche leggi regionali o provinciali, la stipula di specifiche convenzioni e protocolli con il Servizio sanitario nazionale, regionale o provinciale, con le strutture della Protezione civile nazionali, regionali o provinciali, con Enti pubblici e privati e con soggetti privati.

Storia

UNA STORIA SEMPLICE E CONCRETA

Il Soccorso Alpino e Speleologico esiste da quando, per necessità, ma soprattutto per diletto, si è prima sviluppata e poi consolidata l’abitudine delle persone a frequentare il territorio montano e, successivamente, quello ipogeo, per motivi legati alle sue varie forme e caratteristiche di attrazione. Infatti, con lo sviluppo dell’alpinismo di ricerca e di esplorazione, con la nascita dei primi Club Alpini (Club Alpino Italiano 1863 e la Società Alpina del Trentino, oggi Società degli Alpinisti Tridentini, nel 1872, solo dopo, Club Alpino Tedesco ed Austriaco nel 1873 per le zone allora sotto il dominio austro-ungarico) che diedero un forte impulso alle varie attività legate alla montagna, soprattutto nelle Alpi il problema del soccorso iniziò a porsi in modo sempre più cogente anche in conseguenza del connesso aumento degli incidenti e degli infortuni legati a queste iniziali pratiche di tipo alpinistico ed escursionistico.

I primi soccorsi, fin da fine ‘800 e dall’inizio del secolo scorso, erano effettuati da guide alpine, montanari e alpinisti con buone capacità tecniche, in grado di trarre in salvo, spesso con l’uso di mezzi improvvisati, persone ferite o soggetti che, a vario titolo, potevano trovarsi in difficoltà, quali cacciatori, boscaioli, pastori ed anche – come anticipato – con l’inizio e la diffusione delle attività alpinistiche, i primi scalatori e gli escursionisti di ricerca e di esplorazione. Non mancarono in passato squadre di mutuo soccorso che, soprattutto a seguito di avvenimenti tragici (si porta come esempio gli eventi valanghivi che nel 1885 e, successivamente, nel 1887/88 colpirono in modo pesantissimo il nord-ovest del nostro Paese che accusò, solo in quest’ultima occasione, ben 145 persone decedute sulle 264 che vi furono in tutta Italia), furono costretti ad organizzarsi per fronteggiare situazioni eccezionali che potevano perdurare anche per lunghi periodi.
Questi raggruppamenti di persone consolidarono nel tempo quella cultura altruista e di reciproco sostegno ed aiuto che permetteva da sempre di vivere in montagna e fronteggiare da una parte gli eventi naturali a cui abbiamo velocemente accennato; dall’altra, a predisporre un terreno fertile per rafforzare quel clima solidale che garantirà, in seguito, soprattutto tra gli alpinisti, la vocazione ad offrirsi vicendevolmente aiuto in caso di bisogno.

ll soccorso alpino e speleologico trae, dunque, origine dall’innato spirito di solidarietà delle genti di montagna, ma si sviluppa in modo organizzato soltanto in tempi moderni con la crescita della frequentazione esponenziale della montagna a scopo turistico, sportivo e ricreativo con il correlato aumento degli incidenti e degli infortuni. Nelle realtà territoriali dove la frequentazione alpinistica ed escursionistica di scoperta era già contrassegnata da un elevato numero di appassionati, si assistette – è il caso ad esempio di Bolzano, di Cortina d’Ampezzo (BL) e di altre realtà dell’Alto Adige (Merano) –, alla nascita delle così dette “Stazioni d’annuncio” (Meldelstelle für alpine Unfälle) ancora nel 1902, esempio minimo, ma efficace di soccorso organizzato, reso possibile in ciascuna sezione dell’Alpenverein poi diventate, in parte, Club Alpino Italiano.
Poco più tardi, nel 1907, proprio in Trentino sotto la direzione della S.A.T. (Società degli Alpinisti Tridentini che nel 1920 confluirà nel Club Alpino Italiano pur mantenendo accentuate forme di autonomia) nacquero varie postazioni di soccorso sparse nelle varie vallate, associate nella collaborazione proficua di alcuni medici e farmacisti che sulle loro case scrivevano esternamente, tra due croci rosse, la parola “Assistenza”. Parimenti, nel nord-ovest, in Valle d’Aosta per effetto dell’attività delle Guide Alpine locali e in Piemonte per effetto dell’attività delle stesse Guide Alpine locali ma anche di molti talentuosi alpinisti andarono a crearsi gruppi sempre più numerosi che iniziarono a realizzare quella rete di soccorritori che in buona parte confluiranno poi nell’U.G.E.T. (Unione Giovani Escursionisti Torinesi fondata nel 1913 e poi confluita nel Club Alpino Italiano).

Tornando un passo indietro, quasi al principio di queste iniziative, non possiamo non considerare come matrice quello che, addirittura nel 1874, nell’Annuario della SAT, era stato rimarcato come obbligo perentorio e, cioè, che “nel caso andasse smarrito un viaggiatore partito senza guide o essendo fondato il sospetto di un infortunio accaduto in montagna ad una compagna di viaggiatori, ogni guida all’uopo diffidata è in obbligo di andare alla ricerca degli smarriti e di portate soccorso ai pericolanti.”

Esperienze, quelle sino a qui ricordate, di notevole spessore umano e, per certi versi, anche di contenuto tecnico ed organizzativo elevato, considerati i tempi, attività che si arrestarono però inesorabilmente con lo scoppio della 1^ Guerra Mondiale.

Con la ripresa delle attività alpinistiche negli anni ’20, in molte parti dell’arco alpino andarono estendendosi altre forme di soccorso organizzato, evoluzioni e dinamiche di certo ancora episodiche e slegate le une dalle altre, ma che si allontanavano da una certa discontinuità territoriale rilevata negli anni precedenti.
Furono, infatti, istituite forme strutturate di soccorso che oggi possono sembrare anacronistiche, ma che in realtà determinarono le basi di quello che sarà poi il moderno soccorso organizzato degli anni ’50.

Mentre nel nord-est, nelle zone del Trentino, nell’Alto Adige, ove in alcune zone, era stata predisposto “un servizio di pronto soccorso alpino” e dell’Alto Veneto, andavano costituendosi i primi gruppi di Guide Alpine e Gruppi di rocciatori, naturali componenti dei locali gruppi di soccorso, a nord-ovest, nel 1926, nasceva a Torino il “Comitato di soccorso per le disgrazie alpine” grazie all’attività dell’U.G.E.T. Questa realtà ebbe una notevole adesione nei territori di riferimento, una strutturazione ed una organizzazione molto avanzata, al pari della “Società di Soccorso Triestina” formata nel 1931 dalla S.A.G. (Società Alpina delle Giulie) e dei Militi volontari, squadra di soccorso del CAI di Lecco, per trattare di altre esperienze pressoché contemporanee in tutta la Lombardia (Bergamo, Sondrio e Brescia).

Qualche anno più tardi, nel 1932, il Club Alpino Italiano approvava uno specifico regolamento per l’organizzazione dell’assistenza sanitaria in montagna. Nascevano così le Stazioni di 1° Grado (dislocate nei centri abitati delle valli più importanti) e le Stazioni di 2° Grado (site presso i Rifugi CAI) dotate di presidi sanitari minimi per fronteggiare gli eventi di carattere sanitario statisticamente più comuni.

Solo agli inizi degli anni ’50, dopo il periodo bellico, con la ripresa intensiva delle complessive attività legate alla frequentazione e al turismo montano con il conseguente aumento degli incidenti e degli infortuni, si raggiunsero traguardi apprezzabili con la messa a punto di attrezzature dedicate e di tecniche piuttosto evolute, iniziando così anche a parlare della presenza del personale sanitario all’interno della squadra di soccorso.
Nello stesso periodo, ad esempio, a Bressanone (BZ) nel 1949 e a Bergamo nel 1953, erano state costituite alcune squadre di soccorso particolarmente prestanti e, analogamente, in Val d’Aosta, grazie all’attività delle Guide Alpine, erano andate creandosi forti squadre di soccorso alpino a Courmayeur, Breuil e Gressoney, seguite negli anni successivi ad altre realtà valligiane.

All’interno del Club Alpino Italiano, nel frattempo, a fronte di quanto sopra rilevato, si discuteva sempre più spesso dell’argomento “soccorso”, ma la determinazione non era ancora quella necessaria per uscire dalla logica della semplice analisi e delle mere enunciazioni. Tutti questi limiti vennero alla fine superati grazie sagacia e alla determinazione di un medico trentino, Scipio Stenico che, proprio a Trento, nel 1952, aveva costituito ufficialmente il primo nucleo organizzato e strutturato di Soccorso Alpino con 17 Stazioni.
Lo stesso Stenico, nello stesso periodo, sollecitò alcuni Consiglieri centrali del CAI perché venisse affrontato in modo definitivo la questione dell’organizzazione di una struttura ufficiale espressamente dedicata al soccorso in montagna, un’organizzazione stabile e con capacità di muoversi in modo autonomo sul territorio per istituzionalizzare e radicare in tutto il Paese il Soccorso Alpino, in modo da renderlo soprattutto immediatamente operativo nelle realtà montane a più elevata frequentazione alpinistica e turistica. Il Presidente Generale del CAI, Bartolomeo Figari, comprese queste istanze e in modo lungimirante assieme ad altri ne diede anche seguito concreto.
Questo processo di istituzionalizzazione avvenne in un primo momento con una formale deliberazione del Consiglio Centrale del CAI che, il 4 settembre 1954, a Bognasco (VB), decideva di finanziare la costituzione di 26 Stazioni di Soccorso Alpino, arrivando ad alienare alcuni immobili per permettere il finanziamento dell’iniziativa.
Ma solo qualche mese più avanti si arrivò alla data più importante del CNSAS che è anche quella costitutiva del Corpo.

Il 12 dicembre del 1954, infatti, in una riunione del Consiglio Centrale del Club Alpino Italiano, tenutasi a Clusone (Bergamo), si diede pertanto attuazione all’organizzazione di un soccorso strutturato in montagna: venne definita e deliberata la prima architettura del CSA (Corpo Soccorso Alpino) del CAI che andò a sostituire la vecchia “Commissione per i Soccorsi Alpini”, ormai superata da questa decisione. Singolare o almeno particolare in ogni caso che, un provvedimento così importate per quella che sarebbe stata la nascita del CNSAS, fosse stata associato solo al terzo punto delle varie ed eventuali dell’ordine del giorno di quell’assemblea. Ad ogni buon conto, la prima organizzazione territoriale del CSA aveva suddiviso il territorio nazionale in undici Zone-Delegazioni: Tarvisio-Udine, Belluno, Alto Adige, Trento, Edolo, Bergamo, Sondrio, Biella, Aosta, Borgosesia e Domodossola. A queste realtà territoriali corrispondevano le prime 26 Stazioni di soccorso alpino alle quali, già a partire dall’anno successivo e da quelli seguenti, se ne aggiunsero molte altre, sino ad arrivare alle attuali 279 tra Stazioni “alpine” e “speleologiche”.

Da quel giorno il CSA, diventato col tempo CNSA (Corpo Nazionale del Soccorso Alpino) e in seguito, con l’entrata nel suo corpo sociale della componente speleologica, nel 1968, CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico), ampliò progressivamente il proprio spettro di attività sul territorio con l’istituzione di nuove Zone alle quali corrispondevano varie Stazioni di competenza, garantendo così in modo sempre più esteso l’attività di soccorso e l’attività formativa del proprio personale.

Scipio Stenico fu il primo Presidente del CNSAS, seguito da Oreste Pinotti (1960-1966), Bruno Toniolo (1967-1981), Giancarlo Riva (1982-1988), Franco Garda (1989-1993), Armando Poli (1994-2004), Piergiorgio Baldracco (2004-2015) e Maurizio Dellantonio (2016).

Oggi, possiamo affermare, senza tema di smentita, che l’intuizione di Scipio Stenico si è rivelata pienamente nella sua straordinaria efficacia: nel tempo, la rete operativa concepita settanta anni fa si è estesa su tutto il territorio del nostro Paese, garantendo – come detto – una sempre maggiore capillarità e diffusione nelle aree alpine e prealpine delle Stazioni di Soccorso Alpino e Speleologico, ovvero dei Servizi Regionali e Provinciali del CNSAS e delle rispettive Zone-Delegazioni, che ora garantiscono un servizio pubblico d’eccellenza che opera in sinergia con i Servizi sanitari regionali e di quelli delle Province autonome, con il Sistema di Protezione Civile ed in collaborazione con gli Enti Locali e, in genere, con la Pubblica Amministrazione.

LE TAPPE IN SINTESI

1863
Nasce il Club Alpino Italiano che, tra i suoi compiti istituzionali, prevede anche l’attuazione del soccorso in montagna.
1902 e seguenti
Nascita delle così dette “Stazioni d’annuncio” (Meldelstelle für alpine Unfälle) a Bolzano, a Cortina d’Ampezzo (BL) e in altre realtà dell’Alto Adige come ad esempio a Merano), modello minimo, ma efficace di soccorso organizzato, reso possibile in alcune sezioni dell’Alpenverein diventate poi, in parte, sezioni del Club Alpino Italiano.
1926 e seguenti
Il CAI-UGET (Unione Giovani Escursionisti Torinesi) istituisce il “Comitato di soccorso per le disgrazie alpine”. Qualche tempo più tardi la Società Alpina delle Giulie forma la “Società di soccorso triestina” e a Lecco nascono i “Militi volontari” prima squadra di soccorso alpino del Cai di Lecco.
1932
lI CAI approva il “Regolamento per l’assistenza sanitaria in Montagna” con le prime Stazioni di Soccorso.
1938
lI CAI istituisce il “Contributo di Soccorso Alpino” in tutti i rifugi per l’acquisto di attrezzature sanitarie.
1932-1952
Numerose Sezioni del CAI organizzano le “Stazioni di base” presso i centri abitati con sede di ufficio postale il cui personale è composto ai sensi del predetto Regolamento da “Guide, portatori del CAI e gli abitanti del luogo pratici della montagna, volontari, alpinisti e medici”, ovvero vengono gettate le basi per quelle che saranno, poco più di un ventennio più tardi, le prime Stazioni di soccorso alpino.
1952
A Trento, sotto l’energica e sapiente spinta del Dott. Scipio Stenico, viene istituito quello che può essere definito il primo soccorso alpino istituzionalizzato in Italia, con una propria specifica organizzazione a livello provinciale, poi mutata nelle immediate esperienze che seguirono in tutto il Paese.
1954
Il 4 settembre 1954, a Bognasco (VB) il Consiglio Centrale del CAI, in ragione del fatto che in molte realtà stavano costituendosi formalmente gruppi di soccorso, delibera di finanziare la costituzione di 26 Stazioni di Soccorso Alpino.

Il 12 dicembre 1954, a Clusone (BG), trasforma la Commissione Soccorsi Alpini in una Direzione del CSA (Corpo di Soccorso Alpino) che raccoglie in un’unica organizzazione tutte le strutture esistenti. Viene nominato Direttore Scipio Stenico. Vengono istituite le prime Zone-Delegazioni, là dove il alpino aveva assunto forme più organizzate, ed in particolare quelle di Tarvisio (UD), Belluno, Trento, Edolo (BS), Bergamo, Sondrio, Borgosesia (VC), Aosta e Domodossola (V-C-O)
1963
Il Parlamento approva la Legge 26 gennaio 1963, n. 91 – Riordinamento del Club Alpino Italiano con la quale lo stesso CAI “assume adeguate iniziative tecniche per la prevenzione degli infortuni nell’esercizio dell’alpinismo e per il soccorso degli alpinisti ed escursionisti infortunati o pericolanti per qualsiasi causa, nonché per il recupero delle salme dei caduti”.
1967
Il nuovo Regolamento del CAI cambia il nome del CSA in CNSA (Corpo Nazionale Soccorso Alpino).
1968
Il Soccorso Speleologico entra a far parte del CNSA diventandone la sezione speleologica.
1969
Il CNSA viene insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile.
1985
Il Parlamento approva la Legge 24 dicembre 1985, n. 776 – Nuove disposizioni sul Club Alpino Italiano, con la quale al CNSA vengono attribuite nuove competenze.
1990
Il  Soccorso Speleologico da sezione di Soccorso Alpino diventa parte integrante della struttura dando vita al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).
1991
Zone (Delegazioni) e Stazioni che, sino a quella data erano un’entità sub regionale con piena autonomia e, in parte, prive di un’unitarietà istituzionale ed organizzativa, vengono ricomprese in Servizi regionali e provinciali del CNSAS che vengono anche formalmente istituti ai sensi di legge in associazione.
1992
Il Parlamento approva la Legge 18 febbraio 1992, n. 162 – Provvedimenti per i volontari del CNSAS e per l’agevolazione delle relative operazioni di soccorso e delle attività addestrative.
Con la Legge 24 febbraio 1992, n. 225, il CNSAS viene individuato fra le Strutture operative nazionali del Servizio nazionale della Protezione Civile.
1994
Il CNSAS concorre a redare con Civilavia (poi ENAC) la sezione concernente l’elisoccorso SAR e a declinare le caratteristiche del tecnico di elisoccorso. Queste stesse verranno poi modificate dallo stesso CNSAS nel marzo dell’anno successivo.
1995
Il 18 gennaio viene costituito l’attuale CNSAS che diventa Organo Tecnico del Club Alpino Italiano, costituendosi in associazione formalmente istituita ai sensi di legge, con proprio atto costitutivo e statuto e con il grado di autonomia che verrà poi sancito anche dai “Decreti Bassanini” (D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 419).
1996 e seguenti
In tutto il Paese vengono formalmente costituiti i Servizi regionali mancanti e si sviluppa ulteriormente l’organizzazione del CNSAS con l’istituzione di nuove Zone e Stazioni.
2001
Il Parlamento approva la Legge 21 marzo 2001, n. 74 – Disposizioni per favorire l’attività svolta dal CNSAS, che, oltre a riconosce il valore di solidarietà sociale del CNSAS e la funzione di Servizio di Pubblica Utilità (nda: il CNSAS effettua un pubblico servizio a tutti gli effetti di legge), lo individua anche quale soggetto di riferimento esclusivo per le Regioni e le Province autonome per l’attività di soccorso sanitario in ambito montano, ipogeo e impervio del territorio nazionale.
2002
Il Parlamento approva la Legge 27 dicembre 2002, n. 289/ – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, che dispone, acclarandolo, che “Il soccorso in montagna, in grotta, in ambienti ostili e impervi, è, di norma, attribuito al CNSAS del CAl ed al Bergrettungs – Dienst (BRD) dell’Alpenverein Sudtirol (AVS). Al CNSAS ed al BRD spetta il coordinamento dei soccorsi in caso di presenza di altri enti o organizzazioni, con esclusione delle grandi emergenze o calamità”.
2002 e seguenti
Il CNSAS effettua importanti rivisitazioni statutarie e regolamentari. Vengono riorganizzate e disciplinate le Scuole e le figure tecniche professionali di cui alla Legge 21 marzo 2001, n. 74.
2008
Con opportune modifiche statutarie e regolamentari si cerca di strutturare in modo più congruo l’organizzazione piramidale del CNSAS e la linea di comando in capo ai vari organi.
2009
L’annus horribilis del CNSAS nel corso del quale, in due diversi incidenti (22 agosto a Cortina – Belluno) e 26 dicembre Passo Pordoi – Trento), perdono la vita 7 volontari impegnati rispettivamente in operazioni di elisoccorso e soccorso. Dall’anno di fondazione del CNSAS, sarà l’annualità più dolorosa per il numero di volontari deceduti in attività di carattere istituzionale.
2010
Viene parzialmente modificata con la Legge 26 febbraio 2010, n. 126 (conversione in legge con modifiche del D.L. 30 dicembre 2009, n. 195) la “Legge Quadro n. 74/2001”.
Il CNSAS viene insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile.
2013
Il CNSAS, a seguito di importanti modifiche statutarie e regolamentari, diventa Sezione Nazionale del CAI anche in applicazione del D.Lgs 24 ottobre 1999, n. 419 che prevedeva che il CAI garantisse nell’ambito delle variazioni statutarie forme accentuate di autonomia organizzativa e funzionale al CNSAS.
2017/2018
Altra tragedia legata all’elisoccorso: il 24 gennaio 2017, a Campo Felice (AQ), perdono tragicamente la vita tre volontari del CNSAS impegnati in attività istituzionale.
Il CNSAS riesce ad ottenere alcune specifiche deroghe all’interno del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117, più noto come riforma del Terzo Settore che riordina lo specifico settore dopo quasi tre decenni di vigenza del vecchio ordinamento.
Qualche mese prima, era stato ribadito all’interno del D.Lgs. 27 maggio 2017, n. 97 il ruolo e le funzioni di coordinamento del CNSAS nel suo rapporto con il Servizio sanitario nazionale negli ambiti di stretta competenza.
Con la Legge Finanziaria dello stesso anno aumenta il finanziamento per il CNSAS.
L’anno successivo viene normalizzato con la Legge 8 agosto 2018, n. 96 un istituto del diritto del lavoro a favore del CNSAS e viene di nuovo aumentato il finanziamento a favore del CNSAS con la Legge Finanziaria del rispettivo anno.
2020
Dopo un percorso politicamente complesso ed articolato, il Parlamento provvede a modificare in modo importante la Legge 21 marzo 2001, n. 74. Con l’approvazione della Legge 13 ottobre 2020, n. 126 (conversione in legge con modifiche del D.L. 14 agosto 2020, n. 104) vengono specificate e dettagliate alcune funzioni dell’organizzazione, rafforzato il rapporto con il Servizio sanitario nazionale, introducendo nuove figure specialistiche e finanziando ulteriormente l’attività.
2023
Il CNSAS, a seguito di importanti modifiche statutarie, diventa Ente del Terzo Settore con la successiva iscrizione al RUNTS avvenuta nel gennaio 2024, status che la maggior parte dei Servizi regionali e provinciali aveva già raggiunto nel precedente biennio.

UN PO’ DI STATISTICA (Aggiornamento al 31/12/2023)

La banca dati del CNSAS, ricca di preziosi elementi numerici rilevati durante le operazioni di soccorso, è in grado di fornire un’analisi statistica utile tanto per la ricostruzione della propria storia, quanto per effettuare le attività di informazione alla pubblica opinione e prevenzione degli incidenti e degli infortuni.

Il quadro generale che segue, seppure in modo estremamente sintetico, evidenzia solo in parte lo straordinario lavoro che il CNSAS ha sostenuto negli scenari più complessi e con un’esposizione al rischio del proprio personale spesso notevole.

Nel 1955, primo anno di effettiva attività del Soccorso Alpino, furono compiuti 139 interventi portando aiuto a 153 persone e recuperando 57 morti. A settant’anni di distanza, con l’aumento esponenziale della complessiva attività del CNSAS, gli interventi compiuti ad oggi sono stati 222.762 anche se va rimarcato come nell’ultimo decennio siano ad esempio stati fatti grossomodo lo stesso numero di interventi dei sessanta anni precedenti. Le persone soccorse e tratte in salvo hanno invece raggiunto la cifra di 238.935, di questi soggetti 77.426 sono stati gli illesi[1], 140.929 i feriti nei vari codici di gravità, mentre 18.072 sono stati i soggetti deceduti e recuperati dal CNSAS. Le persone disperse o scomparse, mai più ritrovate anche a seguito di svariate giornate di ricerca, raggiungono invece le 2.498 unità.

Per compiere questa mole di interventi è stato impiegato, nel tempo, un numero sorprendentemente straordinario di soccorritori, pari a 1.068.053 tecnici volontari, con il contestuale apporto di 5.555 Unità cinofile, cifra quest’ultima per largo difetto. In molti scenari operativi e anche a fronte di eventi di carattere sanitario importante, va rimarcato il contributo complessivo, spesso determinante per l’esito della missione, degli elicotteri. In 110.990 eventi di soccorso sono stati utilizzati: quelli del 118-Servizio sanitario regionale/provinciale, nella stragrande maggioranza dei casi (ca. l’91% su base annua) e, in forma minore, degli Enti dello Stato che però, negli anni ‘60/80 e parzialmente negli anni ‘90, furono determinanti in molti di interventi e che, ancor oggi, per talune fattispecie operative sono di importante supporto per il CNSAS.

 

[1] Soggetti in imminente pericolo di vita e/o a rischio di evoluzione sanitaria; soggetti in difficoltà o in situazioni di pericolo a causa delle condizioni del dei luoghi, delle condizioni meteorologiche, dell’oscurità, delle condizioni psicofisiche e/o di altri fattori (es. recupero compagni di ascensione/escursione della persona ferita o deceduta) che ne hanno reso necessario o opportuno il recupero e l’accompagnamento in sicurezza.

Organizzazione centrale e locale

COMPOSIZIONE CONSIGLIO NAZIONALE

 

 Presidente nazionaleMaurizio Dellantonio
 Vice Presidenti nazionaliAlessandro Molinu – Mauro Guiducci
 Consigliere nazionaleRoberto Bolza
 Consigliere nazionaleCorrado Pesci
 Consigliere nazionaleFabio Bristot
 Consigliere nazionaleFabrizio Masella
 Consigliere nazionaleRoberto Bartola
 Consigliere nazionale Luca Franzese
 Consigliere nazionalePino Giostra
 Consigliere nazionale Alberto Gabutti

COMPOSIZIONE ASSEMBLEA NAZIONALE

 Presidente nazionaleMaurizio Dellantonio
 Sr Abruzzo Presidente: Daniele Perilli
 Sp Alto Adige Presidente: Giorgio Gajer
Rapp. Aggiuntivi: Renato Tessari,
Ciro Zanesco
 Sr BasilicataPresidente: Francesco Maturo
 Sr Calabria Presidente: Giacomo Zanfei
 Sr Campania Presidente: Girolamo Galasso
 Sr Emilia Romagna Presidente: Sergio Ferrari
 Sr Friuli Venezia Giulia Presidente: Sergio Buricelli
 Sr Lazio Presidente: Roberto Carminucci
 Sr Liguria Presidente: Fabrizio Masella
Rapp. Aggiuntivo Maggiali Giulio
 Sr Lombardia Presidente: Luca Vitali
 Sr Marche Presidente: Tarcisio Porto
 Sr Molise Presidente:  Roberto Ritota
 Sr Piemonte Presidente: Luca Giaj Arcota
 Sr Puglia Presidente: Giovanni Grassi
 Sr Sardegna Presidente: Guido Biavati
Sr SiciliaPresidente: Leonardo La Pica
 Sr Toscana Presidente: Stefano Rinaldelli
 Sp Trentino Presidente: Walter Cainelli
 Sr Umbria Presidente: Matteo Moriconi
 Sr Valle d’Aosta Presidente: Paolo Comune
 Sr Veneto Presidente: Rodolfo Selenati
 Coordinamento speleo Rappresentante: Mauro Guiducci
Vice responsabile: Alberto Gabutti
 Club Alpino Italiano Rappresentante: Francesco Capitanio
Rappresentante: Giacomo Cesca
Rappresentante: Giancarlo Colucci
Rappresentante: Eriberto Gallorini

ORGANI DI CONTROLLO 

 Componente Claudio Proserpio
 Componente Marco  Montorfano
 Componente Giorgio Zoia

COLLEGIO PROBI VIRI

 ComponenteGiampaolo Boscariol
 ComponenteLaila Veneri
 Componente Irene  Pignata

Norme e leggi

In questa sezione sono riportate le leggi della Repubblica Italiana che indicano gli ambiti di azione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico in caso di situazioni di emergenza (anche calamità naturali) che richiedono interventi in ambienti ostili quali pareti rocciose, sentieri di montagna, forre e canyon, grotte, cavità artificiali, cavità allagate e laghi di montagna.

LEGGI NAZIONALI

Legge 26 gennaio 1963, n° 91
Riordinamento del Club Alpino Italiano.
Art. 2 … “Il Club Alpino Italiano assume adeguate iniziative tecniche per la prevenzione degli infortuni nell’esercizio dell’alpinismo e per il soccorso degli alpinisti ed escursionisti infortunati o pericolanti per qualsiasi causa nonché per il recupero delle salme dei caduti” […]

 

Legge 24 dicembre 1985, n° 776
Nuove disposizioni sul Club Alpino Italiano.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repu […]

 

Legge 18 febbraio 1992, n. 162
Provvedimenti per i volontari del CNSAS e per l’agevolazione delle relative operazioni di soccorso.
Art. 1 “I volontari del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico del Club alpino italiano (CAI) hanno diritto ad astenersi dal lavoro nei giorni in cui svolgono le operazioni di soccorso alpino e speleologico o le relative esercitazioni, nonché nel giorno successivo ad operazioni di soccorso che si siano protratte per più di otto ore, ovvero oltre le ore 24.”[…]

 

Legge 27 dicembre 1997, n. 449
Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica.
Art. 24, comma 16 “A decorrere dal 1o gennaio 1998, il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico del Club alpino italiano e le associazioni di soccorso alpino aventi sede nella regione Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e di Bolzano sono esonerati dal pagamento del canone radio complessivamente dovuto.”

 

Legge 21 marzo 2001, n. 74
Disposizioni per favorire l’attività svolta dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico.

Art. 1, comma 1 … “La Repubblica riconosce il valore di solidarietà sociale e la funzione di servizio di pubblica utilità del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) del Club Alpino Italiano (CAI)” […]
Art. 1, comma 2 … “Il CNSAS provvede in particolare (…) al soccorso degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale. (…) Nel caso di intervento di squadre appartenenti a diverse organizzazioni, la funzione di coordinamento è assunta dal responsabile del CNSAS.”
Art. 2, comma 2 … “Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in attuazione dei princìpi stabiliti dall’atto di indirizzo e coordinamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo 1992, e dalla presente legge, individuano nelle strutture operative regionali e provinciali del CNSAS i soggetti di riferimento esclusivo per l’attuazione del soccorso sanitario nel territorio montano ed in ambiente ipogeo.”

 

Legge 27 dicembre 2002, n. 289
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato.
Titolo VI, Art. 80, comma 39 “Il soccorso in montagna, in grotta, in ambienti ostili e impervi, è, di norma, attribuito al CNSAS del CAl ed al Bergrettungs – Dienst (BRD) dell’Alpenverein Sudtirol (AVS). Al CNSAS ed al BRD spetta il coordinamento dei soccorsi in caso di presenza di altri enti o organizzazioni, con esclusione delle grandi emergenze o calamità” […]

 

Legge 26 febbraio 2010, n. 26
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l’avvio  della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile.
Art. 1. Alla legge 21 marzo 2001, n. 74, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 3 dell’articolo 1 è sostituito dal seguente:
Il CNSAS contribuisce, altresì, alla prevenzione ed alla vigilanza degli infortuni nell’esercizio delle attività alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche e degli sport di montagna, delle attività speleologiche e di ogni altra attività connessa alla frequentazione a scopo turistico, sportivo, ricreativo e culturale, ivi comprese le attività professionali, svolte in ambiente montano, ipogeo e in ambienti ostili e impervi”
b) il comma 3 dell’articolo 2 è sostituito dal seguente:
“Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito dell’organizzazione dei servizi di urgenza ed emergenza sanitaria, possono stipulare apposite convenzioni con le strutture operative regionali e provinciali del CNSAS, atte a disciplinare i servizi di soccorso e di elisoccorso.”
c) all’articolo 4 è aggiunto, in fine, il seguente comma:
5-bis. “Le società esercenti o concessionarie di impianti funicolari aerei in servizio pubblico stipulano apposite convenzioni con il CNSAS per l’evacuazione e per la messa in sicurezza dei passeggeri”
Art. 3 … “Al fine di sviluppare l’efficacia dei servizi di elisoccorso in ambiente montano ovvero in ambienti ostili ed impervi del territorio nazionale da parte del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS), con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Dipartimento della protezione civile e dell’ENAC, è disciplinato l’utilizzo delle strumentazioni tecnologicamente avanzate, anche per il volo notturno, previa adeguata formazione del personale addetto.”
Leggi la norma integrale – G.U. 27/02/2010 n°48

 

Legge 11 agosto 2014, n. 116
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 
Art. 34, comma 1-bis. Al comma 1-bis dell’articolo 3 della tariffa, parte prima, annessa al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, dopo le parole: “estratti, copie e simili” sono aggiunte le seguenti: “, con esclusione delle istanze di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 24 marzo 1994, n. 379, presentate ai fini della percezione dell’indennità prevista dall’articolo 1, comma 3, della legge 18 febbraio 1992, n. 162”. […]
Leggi la norma integrale – G.U. 20/08/2014 n° 192

 

Legge 8 agosto 2018, n. 96
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87.
All’articolo 1, comma 1, lettera a) è premessa la seguente:
«0a) all’articolo 2, comma 2, dopo la lettera d-bis) è aggiunta la seguente:
“d-ter) alle collaborazioni degli operatori che prestano le attività di cui alla legge 21 marzo 2001, n.74”»; […]
Leggi la norma integrale – G.U. 11/08/2018 n° 186

 

Legge 13 ottobre 2020, n. 126
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 – Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia.
All’articolo 1, comma 2: Il CNSAS provvede in particolare, nell’ambito delle competenze attribuite al CAI dalla legge 26 gennaio 1963, n. 91, al soccorso degli infortunati, dei pericolanti, dei soggetti in imminente pericolo di vita e a rischio di evoluzione sanitaria, alla ricerca e al soccorso dei dispersi e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale. Restano ferme le competenze e le attività svolte da altre amministrazioni o organizzazioni operanti allo stesso fine; nel caso di intervento di squadre appartenenti a diversi enti ed organizzazioni, la funzione di coordinamento e direzione delle operazioni è assunta dal responsabile del CNSAS. […]
Leggi la norma integrale – G.U. 13/10/2020 n° 253

 

DECRETI

Decreto 30 aprile 1987, n° 3/053/13 del Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile
Regolamento unità cinofila da valanga.
Art. 1  – “Per la individuazione delle unità cinofile da valanga da utilizzare in interventi di Protezione Civile il Ministro si avvale delle strutture del CAI –CNSAS e delle procedure di selezione impiegate dalle stesse” […]

 

Decreto 24 marzo 1994, n. 379  Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale
Regolamento recante norme sui volontari del soccorso alpino e speleologico.
Art.1: “Costituisce operazione di soccorso alpino e speleologico e relativa esercitazione, rispettivamente, ogni intervento alpinistico o speleologico che sia volto al soccorso degli infortunati o di chi versi in stato di pericolo, nonché al recupero dei caduti, ed ogni corrispondente attività di addestramento organizzata a carattere nazionale o regionale”. […] 

 

Circolare Ministro dei Trasporti D.G.A.C. del 8 novembre 1994, n. 41/6821/M.3E e successive modificazioni
Disposizioni nazionali in materia di navigazione aerea per le operazioni di Elisoccorso in montagna (SAR – Search and Rescue – Ricerca e Salvataggio), Il CNSAS è soggetto di riferimento esclusivo per le società esercenti i servizi di elisoccorso in riferimento alla figura del Tecnico di elisoccorso, tanto più considerato l’articolo 2, comma 2 Legge n. 74/01. […]

 

Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419
Riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali, a norma degli articoli 11 e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59
Art. 6, comma 6 “In sede di revisione statutaria ai sensi dell’articolo 13, sono riconosciute, nell’ambito dell’organizzazione del Club alpino italiano (CAI), forme accentuate di autonomia organizzativa e funzionale al Corpo nazionale del soccorso alpino.” […]

 

Decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106
Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 , in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro
Art. 3 (Modifiche all’articolo 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)
1. All’articolo 3 del decreto sono apportate le seguenti modificazioni: (…)
b) dopo il comma 3 è inserito il seguente: “3-bis. Nei riguardi delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, e delle organizzazioni di volontariato della protezione civile, ivi compresi i volontari della Croce Rossa Italiana e del Corpo Nazionale soccorso alpino e speleologico, e i volontari dei vigili del fuoco, le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle particolari modalità di svolgimento delle rispettive attività, individuate entro il 31 dicembre 2010 con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Dipartimento della protezione civile e il Ministero dell’interno, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.” […]

 

Regolamento tecnico Enac del 2009, Titolo IV Certificazione, Capitolo E Altro personale certificato
“1. Tecnico di elisoccorso 1.1 Il personale di cui all’art. 6, comma (b) della legge 21 marzo 2001, n. 74 – (“Disposizioni per favorire l’attività svolta dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico”, deve essere in possesso di un certificato di idoneità rilasciato dall’ENAC.)”

 

Decreto interministeriale del 13 aprile 2011
di approvazione delle “Disposizioni in attuazione dell’articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 aprile del 2008, n. 81, come modificato e integrato dal decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” (di seguito anche “Decreto 13 aprile 2011”) […]
Leggi la norma integrale – G.U. 11/07/2011 n° 159

 

Decreto d’intesa tra il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri e le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano e la Regione Autonoma della Valle d’Aosta
prevista dall’articolo 5 del Decreto del 13 aprile 2011 e condivisione di indirizzi comuni per l’applicazione delle altre misure contenute nel medesimo decreto (in seguito anche “Decreto del 12 gennaio 2012”);

 

Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 9 novembre 2012
2.3.2. La ricerca di persone disperse … “La ricerca di persone disperse in ambiente montano, ipogeo o impervio (intendendosi per ambiente impervio quelle porzioni del territorio che, per ragioni geomorfologiche o ambientali non siano esplorabili in sicurezza senza adeguato equipaggiamento ed attrezzatura alpinistica e relativa preparazione), è specificamente disciplinata dalla legge 21 marzo 2001, n. 74, articolo 1, comma 2 e dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289 articolo 80, che ne incardina le funzioni di coordinamento sul Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, nel quadro delle competenze assegnate al Club Alpino Italiano dalla legge 26 gennaio 1963, n. 91.”
Leggi la norma integrale – G.U. 01/02/2013 n° 27

 

Decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 25 novembre 2013
di “Aggiornamento degli indirizzi comuni per l’applicazione del controllo sanitario ai volontari di protezione civile contenuti nell’allegato n. 3 al decreto del Capo del dipartimento della protezione civile del 12 gennaio 2012” (di seguito anche “Decreto del 25 novembre 2013”) […]
Leggi la norma integrale – G.U. 31/01/2014 n° 25

 

Decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 97
Disposizioni recanti modifiche del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, concernente funzioni e i compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Art. 4, comma 2, lettera b “Ferme restando le funzioni spettanti al Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, nonché le competenze delle regioni e delle province autonome in materia di soccorso sanitario (…).” […]

 

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117
Codice del Terzo Settore
Art. 17, comma 7 “Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano agli operatori volontari del servizio civile universale, al personale impiegato all’estero a titolo volontario nelle attività di cooperazione internazionale allo sviluppo, nonché agli operatori che prestano le attività di cui alla legge 21 marzo 2001, n.74.” […]

 

Decreto legislativo 22 gennaio 2018, n. 1
Codice della protezione civile
Art. 13 Strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile (Articoli 1-bis, comma 3, e 11 legge 225/1992)
1. (…), sono strutture operative nazionali:
e) (…) e il Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico. […]
Leggi la norma integrale- G.U. 22/01/2018 n° 17

Statuto e regolamenti del CNSAS

In questa sezione sono riportati lo Statuto e i Regolamenti che disciplinano l’operato del Soccorso Alpino e Speleologico e dei suoi tecnici. I testi sono stati oggetto, nel 2018- 2019,  di un lavoro di aggiornamento a cura della Commissione Statuto e approvati dall’Assemblea Nazionale.

Lo Statuto del Soccorso Alpino e Speleologico

Il Regolamento Generale

Il Regolamento Disciplinare 

Il Regolamento del Fondo di Solidarietà

Il Regolamento per gli affidamenti di incarichi ai Soci

Onorificenze

    MEDAGLIA D’ORO AL VALOR CIVILE

Conferita con Decreto del Presidente della Repubblica, in data 26 maggio 1969, al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico con la seguente motivazione:
«Si prodigava in audaci operazioni di soccorso e nel pietoso recupero di vittime della montagna, affrontando, con intrepido coraggio, pericoli immani e offrendo sublimi prove di abnegazione e di eroismo. 1953-1968».

218px-Merito_civile_gold_medal_BAR.svg    MEDAGLIA D’ORO AL MERITO CIVILE

Conferita con Decreto del Presidente della Repubblica, in data 30 aprile 2010, al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico con la seguente motivazione:
«Nel solco di una secolare esperienza di soccorso in montagna, il personale del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico ha operato con eccezionale spirito di abnegazione e straordinaria generosità in aiuto sia di tutti coloro che si sono trovati in difficoltà, sia nel difficile compito di recupero delle vittime. La maggior parte degli interventi compiuti negli ultimi decenni, condotti con encomiabile perizia ed elevata professionalità e spesso in situazioni ambientali estreme, hanno suscitato l’incondizionata stima e la profonda riconoscenza della Nazione tutta[18][19]»

ATTESTATO E MEDAGLIA DI BRONZO DORATA DI PUBBLICA BENEMERENZA DI I CLASSE DEL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

Conferita con Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri, in data 11 ottobre 2010, al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico con la seguente motivazione:
«Per la partecipazione all’evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l’impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell’emergenza.[20][21][22]»

Formazione

Il CNSAS ha sempre prestato molta attenzione alla formazione e addestramento dei propri tecnici, tanto che la permanenza nella struttura, per Statuto, è subordinata a precise verifiche tecniche periodiche. Sono 8 le Scuole nazionali, previste per legge, che si occupano di formazione, sviluppo di manovre e ricerca di nuovi materiali:

Le Scuole Nazionali di settore del CNSAS sono:
– SCUOLA NAZIONALE TECNICI SOCCORSO ALPINO

– SCUOLA NAZIONALE TECNICI SOCCORSO SPELEO

– SCUOLA NAZIONALE MEDICI ALPINI

– SCUOLA NAZIONALE MEDICI SPELEO

– SCUOLA NAZIONALE UNITA’ CINOFILE 

– SCUOLA NAZIONALE DIRETTORI DELLE OPERAZIONI DI SOCCORSO

– SCUOLA NAZIONALE FORRE

– SCUOLA NAZIONALE SPELEO SUB

Per essere volontario

L’ammissione al CNSAS è possibile per tutti i soci del Club Alpino Italiano di età compresa tra i 18 e i 45 anni, dopo il superamento delle prove di ammissione, necessarie per la verifica dei requisiti richiesti.

DOMANDA

Va presentata al responsabile della Stazione CNSAS competente per territorio, corredata del curriculum dell’attività alpinistica o speleologica degli ultimi due anni e di un certificato medico.

REQUISITI per il SOCCORSO ALPINO

Capacità di movimento su tutti i terreni di montagna, arrampicata su roccia da capocorda (4°UIAA) e su ghiaccio (60°), sci su tutti i tipi di neve.

REQUISITI per il SOCCORSO SPELEOLOGICO

Conoscenza della tecnica di arrampicata e di movimento in grotta, capacità di attrezzamento e di progressione su corda e in meandro.

Organizzazione periferica

Il CNSAS si articola sul territorio attraverso 21 Servizi costituiti ognuno per ogni regione o provincia autonoma dello Stato italiano. Ad essi convergono 31 Delegazioni alpine e 16 Delegazioni speleologiche che a loro volta racchiudono i Nuclei operativi, chiamati Stazioni, cui spetta il compito di portare soccorso. Le Stazioni alpine sono 242, mentre quelle speleologiche sono 27.